di Giuseppe Candido
Il libertario blasfemo Julian Assange è stato finalmente arrestato, o meglio, il “Bill Aden” della notizia si è consegnato spontaneamente alla polizia londinese che lo ricercava a causa di un mandato di cattura internazionale emesso dall’Interpol su richiesta della procura di Stoccolma che lo accusa di molestie sessuali perché sarebbe stato denunciato da due giovani svedesi con cui l’australiano Assange ha avuto rapporti sessuali. Denunciato per stupro? Macché, Assange era ricercato – con mandato di cattura internazionale – a causa di un reato previsto dalla legislazione svedese, figura giuridica sconosciuta al nostro Paese, che è il “sex by surprise”. “Si è rotto il profilattico” scrive Alessandro Oppes che ricostruisce per il Fatto quotidiano “L’accusa di Stoccolma”. Le due donne – prima consenzienti – a novembre decidono di rivolgersi alla giustizia.
Contrariamente alle speranze di chi invece lo definisce “un uomo che vuol distruggere il mondo” e paragona le pubblicazione su wikileaks dei dispacci della diplomazia americana all’attacco alle torri gemelle dell’undici settembre, i fatti per i quali Assange è accusato risalgono al mese di agosto 2010 quando era a Stoccolma per un seminario e sono in realtà collegati alla particolare legislazione svedese sulla violenza sessuale applicabile “a qualunque atto di costrizione vincolato al sesso”.
La giornalista Anna Ardin che organizzava l’ufficio stampa del convegno si offrì di ospitare Assange nel proprio appartamento e con lui ebbe un rapporto sessuale consenziente durante il quale però – sia Assange sia l’Ardin lo riconoscono – il preservativo si ruppe. Sul momento – scrive ancora Oppes nel suo articolo – “La giornalista non diede grande importanza al fatto e continuò ad ospitare Assange a casa, e organizzo anche una festa in suo onore”. Affianco a questo episodio c’è la recidiva: si chiama Sofia Wilden, una ragazza che si presentandosi ad Assange come sua fan sarebbe riuscita ad invitarlo a casa dove i due poi hanno un rapporto. Fanno sesso due volte: la prima volta con, poi senza il protezione ma, a detta di Assange, in maniera consenziente. “Niente di grave ma, tornata a Stoccolma, la giovane ci ripensa, si spaventa e – spiega il giornalista del Fatto - parla con la Ardin scoprendo che anche lei ha avuto l’incidente del condom rotto. E a questo punto che le due donne si coalizzano – spiega ancora Oppes – e decidono di presentarsi in tribunale. Violenza, stupro? No, niente di tutto questo – conclude l’articolo – l’unico rimprovero che viene fatto ad Assange è quello di essersi rifiutato di sottoporsi, dopo i rapporti avuti con le due ragazze, ad una prova per vedere se era affetto dall’Hiv o da altre malattie veneree”.
Insomma, non si tratta di stupro (perché il sesso era sempre consenziente) come hanno ripetuto i tg all’unisono e nemmeno di un arresto legato all’attività di pubblicazione dei cabli. L’arresto “internazionale” arriva per un preservativo rotto, anzi due.
Senza fare quindi grandi analisi sui file pubblicati da Assange su Wikileaks e che piano piano emergeranno dalla rete, mentre il libertario che non si vuol far fare il test dall’hiv a Stoccolma si fa arrestare a Londra, una domanda noi garantisti liberali dovremmo almeno porgercela. Perché quest’uomo diventa addirittura l’uomo più temuto dai potenti? Paura della o delle verità che potrebbero emergere ancora in quei cabli e nei prossimi 2.700 file riguardanti l’Italia che dovrebbero essere a breve resi disponibili? Perché chi è da sempre garantista afferma invece che Assange “non deve essere processato solo per stupro ma anche per gli altri gravi reati che ha commesso”. Ma se c’è un reato collegato alla fuga di notizie, è il giornalista che le pubblica che commette il reato o chi le ha trafugate? Perché, dunque, come lo stesso Ministro Frattini spiega, si ha paura che “lo stillicidio di rivelazioni” continuerà? Cosa c’é nei 2.700 file che riguardano – dal 2000 al 2010 – l’Italia e di cui ci si preoccupa tanto da voler oscurare il sito wikileaks ed arrestare Assamge? Perché si temono così quei dati tanto da invocare il carcere duro per il libertario impenitente? Nella qualità di giornalista Assange forse da fastidio perché fa luce su fatti e misfatti che, se pur veri e documentati, secondo alcune logiche di “stato”, dovrebbero restare “segreti”, sconosciuti ai più. Oggi la rete permette invece, ai dati ed alla conoscenza di essere divulgati anche senza il consenso censorio dei potenti. Sappiano però, coloro che spererebbero di arrestare la diffusione di quei cabli che questi, giunti ormai in rete, sono stati duplicati su centinaia di siti mirror, siti definiti specchio perché replicanti fedelmente quei dati, e l’ondata di notizie non è più arrestabile. Dopo gli attacchi moltiplicatisi contro il sito Wikileaks, i suoi contenuti, i suoi finanziamenti e il suo fondatore, la rete si sta mobilitando e persino il Partito Radicale di Pannella, che da sempre si batte per la libertà d’informazione nel mondo, ha “raccolto l’appello di Wikileaks a ripubblicare il materiale sotto attacco”. Più di centomila utenti sono oggi in grado di rimetterli in rete qualora si riuscissero a spegnere contemporaneamente tutti i siti replicanti. Tentare ora di metterci una pezza ponendo sotto attacco il sito, non è servito e non servirà ad impedire che quelle stesse informazioni vengano lette, analizzate, divulgate e ripubblicate. La fluidità e la dinamicità della rete è inarrestabile e se la notizia c’è non si ferma. In fondo, e meno male, anche questa oggi è la stampa, bellezza!





Questo caso di un hacker arrestato per aver rese pubbliche le affermazioni *dietro le quinte* della politica mondiale mi spinge a scrivere la mia opinione (di informatico). Sono fondamentalmente contrario al hacking; a chi cerca di violare la privacy altrui per propri fini opportunistici e spesso immorali, e sostengo chi combatte questa piaga parassita. Dai Trojan al Phishing, script virali e software buggato per fini marketing. Quando incontro questo tipo di approfittatori sono e sarò sempre contrario e disponibile a qualunque reazione – anche ritorsiva.
Ma nel caso specifico di questo specifico atto di Julian Assange sul suo sito wikileaks, un attacco cosiddetto *hacker* NON sono invece d’accordo. E mi spiego meglio. Non si tratta di un attacco ma della pubblicazione di contenuti *sensibili* che smascherano la vera faccia della politica mondiale. Nessuno ha affermato che si tratti di documenti recuperati attraverso attacchi informatici ai server istituzionali. Al contrario, e parlo per conoscenza tecnica, questi attacchi hanno effetto ormai solo se c’è un *basista* all’ interno; se ce una persona nell’ istituzione che dia indicazioni specifiche per entrare sui server.
Nel caso di Julian Assange sono del parere che i documenti gli siano stati inviati volontariamente da tecnici interni delle diverse istituzioni, ragazzi che ci lavorano e che ne hanno le tasche piene dell’ immoralità e del parassitismo della attuale classe politica. Tecnici che conoscono l’ underground, Wikileaks e Julian Assange, ovviamente.
Persone che non vengono nemmeno notate dai diversi dirigenti e capetti/e, arrivisti/e senza scrupoli, burocrati e politici; figure dirigenti che troppo spesso non dispongono nemmeno della minima parte di conoscenza e competenza rispetto questi *camici bianchi* ormai invisibili nell’ambiente degli uffici istituzionali. Spesso questi *ragazzi del computer* sono così trasparenti che il dirigente di turno dimentica le norme più elementari di privacy ed educazione, parlando e scrivendo quello che gli pare senza farsi la minima domanda di chi è presente e/o che poi gestirà queste comunicazioni! E anche qui parlo per conoscenza e esperienza indiretta.
Ormai quelli che dovrebbero essere dei esempi per la popolazione si comportano con sempre maggior arroganza e spavalderia nei loro più vergognosi comportamenti! E quale migliore arma di difesa e reazione, quella di pubblicare e rendere noto a tutti chi sono realmente questi amministratori e come si comportano per il loro paese? Ed è in questa cornice di invidie, mobbing e antagonismi politici che, secondo me, si è realizzata questa fuga di notizie e di corrispondenza privata amministrativa.
Ecco perché sposo pienamente la tesi dell’ invio volontario di tale documentazione al portale ufficiale Wikileaks di Julian Assange. Ormai un vero e proprio organo di informazione mondiale.
In effetti si tratta semplicemente di una pubblicazione di testi in forma editoriale. Lo stesso reato che qui in Italia si persegue quando dai tribunali *scappano* informazioni alla stampa.
L’attuale classe politica europea è rappresentata dalla crema dei più inetti e più imbarazzanti politici che i diversi paesi europei hanno allontanato dai propri seggi negli ultimi decenni. Escluse poche eccezioni, la statistica della maggioranza di questi personaggi disegna un quadro di parassiti burocratizzati e supportati da grandi schiere di sostegno clientelare legate ai più diversi interessi commerciali. La cosa vergognosa è che questa dirigenza è ormai giunta alle leve del potere sovranazionali. Hanno superato per potere i papaveri nostrani. Quasi ogni giorno se ne sente una nuova riguardo le loro legislazioni e decisioni che sempre più spesso ingeriscono e danneggiano i diversi paesi membri. Sembrerebbe quasi una lotta di potere ormai tra l’organismo europeo contro i singoli nazionali.
Ed ecco che qualcuno ha avuto il coraggio di pubblicare cosa ci sia veramente dietro le quinte: quali siano i ragionamenti e pensieri che animano i nostri più alti amministratori. La reazione rabbiosa e immediata che hanno avuto dimostra sopra ogni qualsiasi dubbio che Julian Assange ha colpito nel segno. Ha strappato le loro maschere di amministratori per bene.
Se avessero le coscienze a posto, se fossero veramente degli statisti ed esempi per la popolazione, non ci sarebbe stata alcuna reazione. Forse qualche commento e qualche risata. Ma sembra che se la siano presa così tanto da emettere un mandato di cattura internazionale ed europeo! Ve lo immaginate? Nemmeno fosse un assassino scappato all’estero tra i tanti che spariscono dopo averne combinate di tutti i colori – in modo reale e non solo scrivendo dei testi!
Ora, che lo hanno in pugno, gli tapperanno la bocca; comprandolo probabilmente. Succede sempre così. Ancora una volta hanno chiuso immediatamente una finestra che mostrava con chi abbiamo a che fare. Chi governa veramente e come amministra. Chi è il responsabile, per esempio, dello sfascio economico attuale.
Ecco perché questa singola azione di wikileaks la ritengo una mera pubblicazione editoriale di atti secretati e non un’azione di hacking come questa popolazione di amministratori politici l’ha etichettata.