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	<title>il Candido</title>
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	<description>blog nonviolento</description>
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		<title>Carceri illegali: “Sciopero della fame per chiedere d&#8217;istituire la figura del Garante dei diritti del detenuto”</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 15:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[Lettera aperta di Giuseppe Candido (direttore Abolire la miseria della Calabria, già membro del Comitato nazionale Radicali italiani) al Presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti e al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico.

Cari Presidenti delle massime istituzioni calabresi,

le carceri calabresi stanno esplodendo. Anche la capienza tollerabile, già ben oltre quella regolamentare, è stata di gran lunga superata in molti istituti penitenziari della nostra regione. Dopo la denuncia eclatante della dirigente del carcere di Siano, Angela Paravati ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.giuseppecandido.it/wp-content/uploads/2011/05/carcere001.png" width="240" />
		</p><p><strong>Carceri illegali: “Sciopero della fame per chiedere d&#8217;istituire la figura del </strong><a href="http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_3_6_2.wp;jsessionid=29998A17846EDB93D748958983B58033.ajpAL02" target="_blank"><strong>Garante dei diritti del detenuto</strong></a><strong>”</strong></p>
<p><em>Lettera aperta di Giuseppe Candido (direttore Abolire la miseria della Calabria, già membro del Comitato nazionale Radicali italiani) al Presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti e al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico.</em></p>
<p><strong>Cari Presidenti delle massime istituzioni calabresi,</strong></p>
<p>le carceri calabresi stanno esplodendo. Anche la capienza tollerabile, già ben oltre quella regolamentare, è stata di gran lunga superata in molti istituti penitenziari della nostra regione. Dopo la denuncia eclatante della dirigente del carcere di Siano, Angela Paravati che, addirittura, con una lettera inviata al Ministro della Giustizia ed alla Procura della Repubblica evidenzia la situazione “insostenibile” ed annuncia lo stop ad ulteriori detenzioni nell&#8217;istituto di Catanzaro da lei diretto e dopo l&#8217;escalation del sovraffollamento in tutte le carceri della nostra regione che, come Radicali italiani, abbiamo più volte constatato personalmente con visite ispettive e denunciato, in questa situazione di ormai totale illegalità in cui la detenzione, anche nelle carceri calabresi, diviene di fatto costrizione disumana ed anti costituzionale tanto da indurre al suicidio le persone che che malauguratamente v&#8217;incappano, mi rivolgo a voi con questa mia lettera per chiedere non solo di prendere urgenti provvedimenti affinché la situazione possa al più presto rientrare ma di prevedere anche, per la nostra regione, l&#8217;istituzione della figura del Garante dei detenuti.</p>
<p>Come è noto, la figura fu istituita la prima volta in Svezia, nel 1809, con lo scopo principale di “sorvegliare l’applicazione delle leggi e dei regolamenti da parte dei giudici e degli ufficiali”. Oggi, istituito anche in Italia ma solo a livello regionale, è stato di fatto trasformato in un &#8220;organo di controllo della pubblica amministrazione e di difesa del cittadino (compresi gli agenti di polizia penitenziaria) contro ogni abuso&#8221;. Anche se non certo sufficiente a risolvere tutti i problemi, il Garante è però una figura che, se fosse presente, potrebbe far emergere anzitempo quelle gravi criticità che oggi divampano invece troppo tardivamente. La nostra regione, all&#8217;avanguardia sotto molti altri aspetti umanitari come l&#8217;accoglienza degli stranieri, non ha ancora una legge regionale che istituisca il Garante regionale delle persone sottoposte a limitazione della libertà. Istituire il Garante anche per la Regione Calabria sarebbe una riforma di civiltà cui la Calabria non è disabituata e che, a costo zero, consentirebbe di tutelare i diritti di quelle che non sono bestie ma persone. Un sentimento cristiano prima ancora che di semplice tutela del diritto. È quindi con queste ragioni e con questa proposta che mi unisco, simbolicamente per due giorni, alla lotta nonviolenta di Marco Pannella che per le carceri illegali digiuna da oltre tre settimane e a cui anche alcuni detenuti del carcere di Catanzaro stanno dando o hanno già dato corpo. La mia, ovviamente, non vuol essere una protesta contro la situazione illegale delle carceri calabresi bensì, come consuetudine nonviolenta sempre vuole, una proposta precisa di rientro immediato nell&#8217;alveo della legalità e di rispetto della dignità umana che mai, anche nei casi di delitti più efferati, lo Stato o le altre istituzioni dovrebbero violare. Una proposta di una legge regionale a costo zero che, personalmente, faccio con una forma di lotta nonviolenta per quanto il mio corpo di diabetico consente: due giorni “simbolici” di rinuncia al cibo  e di contemporanea autoriduzione dell&#8217;insulina a partire dalla mezzanotte di oggi, 13 maggio 2011.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><strong>Marco Pannella è in sciopero della fame dal 20 di aprile <span><a href="http://www.radicali.it/democrazia/noi-sosteniamo-pannella" target="_blank">perché «l&#8217;Italia torni a potere in qualche misura essere considerata una democrazia»</a></span>. Sostieni <a href="http://www.radicali.it/democrazia/noi-sosteniamo-pannella" target="_blank">anche tu la lotta nonviolenta per le carceri</a> illegali di Marco Pannella.</strong></p>
<p><strong>Al link qui sotto l&#8217;articolo di Stefania Papaleo su <em>il Quotidiano della Calabria del 13 maggio</em></strong></p>
<p><strong><em></em><a href="http://www.almcalabria.org/wp-content/uploads/2011/05/qutidiano-dc-17052011p12001.pdf">qutidiano dc 17052011p12001</a><br />
</strong></p>
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		<title>12 maggio 74 il divorzio, 12 maggio 77 omicidio Giorgiana masi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 06:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Candido Giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgiana Masi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pannella]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora è tanta la sete di verità. Il 12 e il 13 maggio del 1974 si era votato il referendum sul divorzio. Tre anni dopo, sotto il divieto di Cossiga di fare manifestazioni, i Radicali avevano organizzato un sit in nonviolento che, grazie ad infiltrati nel movimento, si trasformò in quello che Pannella definisce un&#8217;omicidio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.almcalabria.org/wp-content/woo_custom/404-27_12maggio2007_il_ricordo_dei_Radicali_di_Giorgiana_Masi.png" width="240" />
		</p><div id="attachment_3144" class="wp-caption alignleft" style="width: 249px"><img class="size-full wp-image-3144" title="giorgiana masi" src="http://www.almcalabria.org/wp-content/uploads/2011/05/giorgiana-masi.png" alt="" width="239" height="320" /><p class="wp-caption-text">Giorgiana Masi</p></div>
<p>Ancora è tanta la sete di verità. Il <a href="http://www.almcalabria.org/2007/05/12/intervista-a-marco-pannella-che-ai-calabresi-dice-“siate-radicali”/">12 e il 13 maggio del 1974 </a>si era votato il referendum sul divorzio. Tre anni dopo, sotto il divieto di <a href="http://www.almcalabria.org/2010/08/18/cossiga-e-morto-e-marco-pannella-non-potra-portargli-le-arance/">Cossiga</a> di fare manifestazioni, i Radicali avevano organizzato un sit in nonviolento che, grazie ad infiltrati nel movimento, si trasformò in quello che Pannella definisce un&#8217;omicidio di Stato. <a href="http://www.almcalabria.org/2007/05/12/giorgiana-masi-a-trent’anni-dalla-sua-uccisione-una-strage-di-verita/">Giorgiana Masi</a> moriva e per quell&#8217;omicidio nessuno mai pagò.</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save">altri servizi</a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Addio mia bella spiaggia, addio</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 05:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giuseppe Candido

Il governo ha dato il via libera a quello che gli ambientalisti definiscono senza remore una vera e propria “svendita delle spiagge italiane”. Il diritto di superficie porta con sé anche il diritto ad edificare le aree non ancora edificate. 
Per questo motivo il Wwf ed il Fai hanno rivolto un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ... ma nessuno tiene in considerazione neanche lontanamente il fenomeno dell'erosione costiera ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.giuseppecandido.it/wp-content/uploads/2011/05/spiaggia2.png" width="240" />
		</p><p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><strong>di Giuseppe Candido</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il governo ha dato il via libera a quello che gli ambientalisti definiscono senza remore una vera e propria “svendita delle spiagge italiane”. Con il decreto sviluppo varato in Consiglio dei ministri la scorsa settimana parte l&#8217;alienazione privata delle spiagge italiane che eliminerà ogni possibile concorrenza. Si passerà infatti da un regime di patrimonio pubblico dato in concessione ai privati ad un regime di monopolistico con concessioni che dureranno 90 anni. Agli operatori del settore balneare che sono felicissimi del provvedimento, in pratica, vengono regalati oltre tremila chilometri di spiagge italiane: il 50% del totale delle nostre coste.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_3140" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3140" title="spiaggia2" src="http://www.almcalabria.org/wp-content/uploads/2011/05/spiaggia2-300x216.png" alt="Federalismo demaniale" width="300" height="216" /><p class="wp-caption-text">Una delle tante spiagge italiane</p></div>
<p>E, ricordano ancora gli ambientalisti, il diritto di superficie porta con sé anche il diritto ad edificare le aree non ancora edificate. Ma le concessioni continueranno ad essere pagate la cifra irrisoria di 93 centesimi di euro per metro quadrato. «Uno stabilimento balneare di 10 mila metri quadrati pagherà molto meno di 1000 euro di affitto al mese, meno dell&#8217;affitto che si paga per un bi-locale a Roma e Milano», ha spiegato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli al quotidiano ambientalista Terra. Ed aggiunge: «C&#8217;è solo da vergognarsi per come il governo stia svendendo questo patrimonio comune alle lobby». Una gestione del demanio marittimo che non ha uguali in nessun paese dell&#8217;Europa e del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per questo motivo il <em>Wwf</em> ed il <em>Fai</em> hanno rivolto un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,</strong> affinché valuti la costituzionalità dell’uso della decretazione d’urgenza per una norma che «modificando le leggi che regolano la concessione del demanio costiero, ha conseguenze che vanno bel oltre quanto si sta dichiarando». Le associazioni ambientaliste sostengono infatti, che il provvedimento contiene almeno due aspetti di assoluta gravità: «Il primo &#8211; spiegano nella nota congiunta &#8211; riguarda proprio l’emanazione di un dl per una materia che va a condizionare per quasi un secolo ambiti territoriali sottoposti a vincoli paesaggistici diretti, e in alcuni casi anche ambientali, come sono appunto tutti quelli costieri». Il secondo punto, sul quale pure l’Unione europea ha chiesto lumi, «riguarda lo stravolgimento sostanziale dell’istituto giuridico della concessione demaniale per come è previsto nel codice della navigazione che regolamenta anche l’occupazione dell’arenile».</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti è già dal gennaio del 2009 che l&#8217;Europa contesta al governo italiano di aver violato le direttive dell&#8217;Unione rinnovando per sei anni, senza opportune gare, tutte le concessioni degli arenili del nostro Paese. Come ha fatto notare al corrispondente da Bruxelles per <em>La Stampa</em>, il presidente della Commissione per il mercato interno dell&#8217;UE ha l&#8217;impressione che la norma varata col decreto sviluppo non sia in linea con le regole del mercato interno, in particolare con la direttiva Bolkenstein sui servizi del 2006 che prevederebbe una selezione trasparente dei concessionari, il divieto del rinnovo automatico senza aste in cui il gestore uscente sia sullo stesso piano degli altri e, particolare non di poco conto, che le concessioni “devono essere date per un tempo appropriato e limitato” che certo non si sposa coi 90 anni previsti dalle nuove norme.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si rivolgono anche i Verdi presentando un dossier con il quale sono quantificate i metri cubi di cemento che rischiano di rovesciarsi sulle nostre coste. «10 milioni di metri cubi» avverte il presidente Angelo Bonelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli indiani d&#8217;America </strong>ricordavano ai loro figli che l&#8217;ambiente in cui vivevano era “un prestito” che loro avevano contratto con le future generazioni impegnandosi a lasciarlo migliore di come l&#8217;avevano trovato. Noi perseveriamo a considerarlo e a svenderlo come fosse un&#8217;eredità da saccheggiare e, casomai, lasciarne quel che resta. In tutto ciò, infatti, nessuno tiene in considerazione neanche lontanamente il fenomeno dell&#8217;erosione costiera. Fenomeno naturale sì, ma con forza aggravato dall’indiscriminato e non regolamentato prelievo di materiali inerti dagli alvei fluviali che sottrae metri di spiagge ogni anno. La Calabria, solo per fare un esempio, nel far west delle cave dove il prelievo dagli alvei è gratis, ha spiagge il cui tasso d&#8217;erosione supera il metro lineare di spiaggia all&#8217;anno. Con concessioni che dureranno per 90 anni potremmo paradossalmente avere, in Regioni con coste a rischio come la nostra, anche il “rischio” di dover risarcire quei titolari delle concessioni demaniali cui il mare avrà “rubato” la spiaggia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le leggi ottime sono le poche e brevi &#8230;</title>
		<link>http://www.giuseppecandido.it/2011/05/09/le-leggi-ottime-sono-le-poche-e-brevi/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 14:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[aforisma]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Campanella]]></category>

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		<description><![CDATA[che s'accordano al costume del popolo e al bene comune.  Le leggi tiranniche sono molti lacciuoli che ad uno  o a pochi sono utili, e non s'accordano col costume pubblico, purché crescano gli pochi autori di esse. 
(Tommaso Campanella, Aforismi politici, 1607 - Carcere di Napoli)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.almcalabria.org/wp-content/woo_custom/401-campanella.png" width="240" />
		</p><p>che s&#8217;accordano al costume del popolo e al bene comune.  Le leggi tiranniche sono molti lacciuoli che ad uno  o a pochi sono utili, e non s&#8217;accordano col costume pubblico, purché crescano gli pochi autori di esse.</p>
<p><em>Tommaso Campanella, Aforismi politici, 1607 &#8211; Carcere di Napoli</em></p>
<p>(Ogni riferimento a fatti, circostanze cricche o persone dell&#8217;attualità non è affatto casuale)</p>
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		<title>Carceri illegali e referendum senza informazione</title>
		<link>http://www.giuseppecandido.it/2011/05/07/carceri-illegali-e-referendum-senza-informazione/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 19:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Candido Giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Pannella]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giuseppe Candido

 Pubblicato su "Il Domani della Calabria" del 7 maggio 2011

Sono oltre quindici giorni che Marco Pannella è in sciopero della fame. Per l'ennesima volta il leader massimo dei Radicali italiani ha deciso d'utilizzare l'arma della nonviolenza gandhiana. In digiuno per tentare, come lo stesso Pannella afferma, “di riportare l'Italia nell'alveo della legalità costituzionale”.
Gli obiettivi dello sciopero sono chiarissimi e sarebbero comprensibilissimi se fosse data a Pannella la possibilità di spiegarlo agli italiani; da un lato, proporre di risolvere immediatamente, con un'amnistia, la situazione d'illegalità costituzionale in cui si trovano oggi le carceri italiane; dall'altro canto, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float:right; margin:0 0 10px 15px; width:240px;">
		<img src="http://www.almcalabria.org/wp-content/woo_custom/400-pannella_a_congresso2.png" width="240" />
		</p><p><strong>di Giuseppe Candido</strong></p>
<p>Pubblicato su &#8220;<a href="http://www.ildomani.it" target="_blank">Il Domani della Calabria</a>&#8221; del 7 maggio 2011</p>
<p>Sono oltre quindici giorni che Marco Pannella è in sciopero della fame. Per l&#8217;ennesima volta il leader massimo dei Radicali italiani ha deciso d&#8217;utilizzare l&#8217;arma della nonviolenza gandhiana. In digiuno per tentare, come lo stesso Pannella afferma, “di riportare l&#8217;Italia nell&#8217;alveo della legalità costituzionale”. Il primo maggio, durante l&#8217;ultima conversazione domenicale, il mister Hood della politica italiana ha scoperchiato il suo “canestro pieno di parole” è ha spiegato le motivazioni del suo sciopero della fame cui si sono aggiunti, a sostegno per qualche giorno, anche alcuni detenuti del carcere di San Vittore a Milano.</p>
<p>Gli obiettivi dello sciopero sono chiarissimi e sarebbero comprensibilissimi se fosse data a Pannella la possibilità di spiegarlo agli italiani; da un lato, proporre di risolvere immediatamente, con un&#8217;amnistia, la situazione d&#8217;illegalità costituzionale in cui si trovano oggi le carceri italiane; dall&#8217;altro canto, Pannella col suo sciopero della fame vorrebbe riportare nella legalità la situazione dell&#8217;informazione televisiva italiana “rea” di aver cancellato la campagna referendaria.</p>
<p>Sulle carceri le parole di Pannella per radio sono chiarissime: “è una realtà che è assolutamente fuori dal diritto internazionale e dalla legalità internazionale”. “L&#8217;ho ripetuto anche al Presidente: cosa si può fare qui se si è Presidente della Repubblica? C&#8217;è da dare una sola risposta”. Pannella parla dell&#8217;incontro avuto col Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano specificando che “Non era un obiettivo (dello sciopero della fame), era un auspicio, ed è stato esaudito”. “Ho esordito”, spiega Pannella, “parlando un attimo dei referendum e poi ricordando l&#8217;indulto e il Natale che avevamo passato insieme – con lui, Cossiga e altri – e il Presidente subito ha fatto un&#8217;osservazione: “E l&#8217;amnistia&#8230;”. “Ma un cittadino che è ministro della Giustizia, e un cittadino che è Presidente della Repubblica, che può fare quando in modo strutturale, crescente, c&#8217;è quello che ribadisco e senza obiezioni da parte di molti, ovvero una consistente realtà strutturale di Shoah nelle carceri nel nostro Paese?”.</p>
<p>“Noi, in nome del popolo italiano – perché si giudica in nome del popolo italiano &#8211; abbiamo qualcosa che invece ha indotto – ma in condizioni assolutamente diverse – una delle massime autorità tedesche a dire che quando non ci sono posti in carcere, il detenuto comincia a espiare la pena soltanto quando, dopo aver fatto una lista d&#8217;attesa e mano a mano che escono i detenuti per fine pena, a quel punto entra in carcere”. “All&#8217;estero si fa questo, qui no”.</p>
<p>Nel giorno della beatificazione, parlando di carceri e di amnistia Pannella non può non ricordare gli incontri con Papa Giovanni Paolo II. “È stato ricordato che quando questo pontefice era in agonia (nel 2005, ndr), io ero in sciopero della sete perché si dicesse al Papa di un suo grande dolore”. “Era venuto al Parlamento italiano invitato dalla partitocrazia e ha chiesto clemenza. E dietro quello c&#8217;era una tradizione che è passata addirittura in un detto popolare: a ogni morte di Papa c&#8217;era un&#8217;amnistia; c&#8217;erano anche ragioni di governo terreno, altrimenti si ingolfava il meccanismo della giustizia e delle carceri. Comunque, chiedevo che gli si dicesse: &#8216;Guarda, ti si dà ragione. Il Parlamento ti ha ascoltato e voterà una misura&#8217;. Ho veramente supplicato affinché gli fosse data questa consolazione e questo premio, per poter esalare l&#8217;ultimo respiro da parte di lui che – pur non essendo Welby – disse: &#8216;Lasciatemi andare alla casa del Padre&#8217;. Non ce l&#8217;ho fatta, perché” – spiega Pannella – “la ragione per cui compievamo questo obiettivo era troppo comprensibile da tutti quanti, e dunque tutta l&#8217;Italia ha dovuto ignorare questo ragionamento”.</p>
<p>C&#8217;è poi la seconda motivazione dello sciopero della fame: l&#8217;informazione mancata e il boicottaggio della democrazia e del motto “conoscere per deliberare” operato sistematicamente dalla Rai sui referendum. “Dopo 40 anni non c&#8217;è più il sospetto, ma la certezza che” &#8211; sostiene Pannella –  “sempre più ci si è resi conto che fa bene al potere che i Radicali non vadano in televisione, che la gente non possa conoscere quello che proponiamo”.</p>
<p>La presenza dei Radicali – spiega ancora Pannella – potrebbe invece far si che “sentimenti e risentimenti popolari si convertissero in convinzioni. Altrimenti non c&#8217;è democrazia, ma solo scoramento e nausee che si creano”. E in relazione all&#8217;operato di questo governo Berlusconi sui referendum insiste sul fatto che, piuttosto che di una “cosa inaudita” mai vista prima, si potrebbe parlare invece di “una consuetudine per cui le istituzioni non consentono i referendum”.  Un vero e proprio “tradimento della Costituzione italiana e dell&#8217;istituto referendario”: 5 casi di scioglimento delle Camere per evitare le consultazioni popolari. Senza contare che, “Da quando è stata approvata la Costituzione, già dall&#8217;inizio del 1949, si era stabilito che della Costituzione del Paese facessero parte quattro diritti democratici di voto per i cittadini: Camera, Senato, Regioni e referendum abrogativo. Per una intera generazione, dai 22 ai 24 anni, gli Italiani non hanno avuto nemmeno un referendum. Lo hanno avuto soltanto quando, approvata la legge Fortuna-Baslini (nel 1970, ndr), a questo punto il problema era: come facevano dei Presidenti del Consiglio e della Repubblica, allora tutti democristiani, a controfirmare questa legge? Allora venne fuori un&#8217;idea: si firma, quella legge venne regolarmente promulgata e poi si dette in cambio al Vaticano il diritto di esercitare il referendum”. “Si arriva nel 1972 e dev&#8217;esserci il referendum. Ma la legge che hanno approvato nel frattempo sul referendum prevede una possibilità: se in quell&#8217;anno c&#8217;erano elezioni politiche generali, non poteva esserci anche il referendum. E a questo punto cosa fanno? Cominciano con una storia che è diventata una tradizione molto solida in Italia: fanno una crisi di governo così questo referendum non si fa, perché cominciavano ad avere qualche dubbio che la vox populi-vox dei fosse automaticamente anche vox vaticani. E quindi si trova questo sistema: da quel momento è accaduto 5 volte per 5 legislature”. A partire da “quella del 1972, con il referendum sul divorzio che si è fatto nel 1974”. Insomma, per Pannella le priorità di una amnistia, anche per Berlusconi potrebbe salvarci da una crisi di governo altrimenti utile proprio per evitare quei referendum. E, ricorda Pannella, “se oggi si andasse alle elezioni anticipate, queste sarebbero assolutamente antidemocratiche, visto il contesto italiano dell&#8217;informazione”.</p>
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