Legalizzare per sconfiggere la ‘ndrangheta, lo dice l’antimafia

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Rita Bernardini, in sciopero della fame dal 4 marzo per chiedere allo Stato e al Governo di dare ascolto al messaggio di Napolitano e discutere un provvedimento di amnistia e indulto anche mirato ai reati legati alle droghe leggere, ha iniziato la sua quarta disobbedienza civile “specifica” per la cannabis terapeutica e ha piantato, sul suo balcone romano, ben 50 piantine di marijuana (anche se nessuno ne parla) con la finalità, dichiarata, di cederle ai malati che ne hanno diritto. Ma è davvero lungo l’elenco delle disobbedienze di Rita e la sua fedina penale altrettanto nutrita di condanne, assoluzioni e prescrizioni.

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#Labuonascuola con gli insegnanti malpagati

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Insegnare è un lavoro bellissimo, peccato che gli insegnanti siano malpagati: è un’ingiustizia. Lo ha detto persino il Papa.

Aggiungiamo che, per migliorare la scuola bisogna investire su chi la scuola la fa!

Di Giuseppe Candido (@ilCandido)

Dopo tante polemiche sul taglio (ventilato) degli scatti di anzianità che dovevano essere sostituiti da quelli di merito, Matteo Renzi ha fatto marcia indietro e, nel disegno di legge sulla scuola, per valorizzare il “merito del personale docente”, si prevede l’istituzione (ma solo a decorrere dal 2016) di un fondo di 200 milioni di euro l’anno da ripartire tra tutte le scuole della Repubblica di ogni ordine e grado in proporzione agli organici. Ma sarà comunque il dirigente scolastico ad assegnare annualmente la somma al 20% dei “suoi” docenti che riterrà più meritevoli.  Leggi tutto “#Labuonascuola con gli insegnanti malpagati”

#Scuola: che c’azzeccano tutte quelle deleghe con l’urgenza dei #precari?

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Il ddl sulla scuola presentato giovedì 12 marzo col titolo “Disposizioni in materia di autonomia scolastica, offerta formativa, assunzioni e formazione del personale docente, dirigenza scolastica, edilizia scolastica e semplificazione amministrativa”, è un vero pastrocchioC’è di tutto e di più. Deleghe in bianco che, qualora il testo del ddl fosse approvato così com’è me, daranno il “potere” al Governo Renzi per stravolgere l’intero sistema dell’Istruzione pubblica statale attraverso una serie di decreti legislativi delegati.

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#LaBuonaScuola … che non vorrei

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di Giuseppe Candido

Con lo slogan “professori scelti dei presidi” e “soldi a chi merita”, durante il Consiglio dei Ministri giovedì 12 marzo e relativa conferenza stampa, “la buona scuola” di Renzi ha finalmente visto la “luce” in un disegno di legge. Dopo aver posto in consultazione online un documento di 136 pagine per oltre due mesi, e dopo aver rinunciato a varare la riforma per decreto legge con procedura d’urgenza, adesso il disegno di legge varato dal Consiglio dei Ministri che dovrà essere approvato in Parlamento, è di sole ventidue pagine. E il grande piano d’assunzioni passa da 148.100 precari a poco più di 100mila. Nella conferenza stampa il premier – da grande comunicatore – l’ha definito “una rivoluzione culturale”. Leggi tutto “#LaBuonaScuola … che non vorrei”

#Scuola, dal decreto al disegno di legge. Ecco il perché 

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Qualcuno ha capito perché Renzi, lunedì 2 marzo, dopo aver detto alle 18 che per il decreto legge sulla scuola era tutto apposto, che tutto filava liscio, neanche tre ore dopo, alle 20:45, ha fatto sapere che la riforma della scuola non si sarebbe fatta per decreto d’urgenza ma si sarebbe seguito l’iter parlamentare del disegno di legge? In soldoni: Qualcuno ha capito perché, all’ultimo momento, sia saltata la riforma della “Buona Scuola”? O vogliamo davvero dirci che Renzi si sia ravveduto tutto d’un colpo?

Pubblicato su Cronache del Garantista il 6 marzo 2015 Leggi tutto “#Scuola, dal decreto al disegno di legge. Ecco il perché “

#Scuola, Di Meglio (@GildaInsegnanti): chiedo intervento che eviti atto di prepotenza

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Ill.mo Sig. Presidente della Repubblica,

Si fanno sempre più insistenti le voci circa l’intenzione del Governo di varare un corposo decreto legge, nel Consiglio dei Ministri di martedì prossimo (3 marzo, ndr), con il quale non solo si provvederebbe alla stabilizzazione dei docenti precari, ma si interverrebbe sullo stato giuridico e contrattuale degli insegnanti e sull’amministrazione delle scuole.

L’articolo 77 della Costituzione è molto chiaro, riservando i decreti del Governo a “casi straordinari di necessità e urgenza”: sicuramente regolamentare la carriera degli insegnanti, la loro retribuzione e il loro stato giuridico non può rientrare nella previsione di necessità e urgenza.

Le chiedo, pertanto, un urgente intervento che eviti questo atto di prepotenza sugli insegnanti e sulle Istituzioni parlamentari.

1 marzo 2015

firmato

Rino Di Meglio Leggi tutto “#Scuola, Di Meglio (@GildaInsegnanti): chiedo intervento che eviti atto di prepotenza”

Il piano straordinario di assunzioni dei precari nella Buona Scuola

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Pillola sulla scuola in onda su Radio Radicale martedì 3 marzo 2015


Buongiorno agli ascoltatori,

 Oggi, martedì 3 marzo, proprio il giorno in cui dovrebbe arrivare in CdM la riforma della scuola (ma il condizionale è sempre un obbligo perché era prevista per il 27 febbraio, ed è slittata…), – come prima “sulla scuola” – abbiamo ritenuto di doverci occupare della questione precari e del piano di assunzioni “proposto” con la bozza di riforma. Premiare il merito al posto dell’anzianità ed assumere i precari, sembrano, infatti, i punti chiave del provvedimento.

Oggi parliamo in pratica di quello che La buona Scuola di Renzi definisce più volte un “Piano Straordinario di assunzioni”: … … 148mila precari (anche se la cifra sembra essere ballerina) e che, a partire da settembre 2015

per il governo, – e qui cito testualmente – :

consentiranno di ampliare l’offerta formativa, di abolire le supplenze annuali (che tra l’altro costano un bel po’) e di “Chiudere la questione storica del precariato della scuola italiana”.

Bene. Una questione, quella del precariato, definita Storica, anche dal testo della “Buona Scuola”, appunto.

E non si capisce infatti il perché, docenti che da anni – alcuni da oltre dieci anni – continuano ad essere utilizzati su posti vacanti come supplenti,… dovrebbero, come invece avvenuto per troppo tempo, continuare a rimanere precari. Una cosa illegale, contro il diritto europeo. Anche il privato non può utilizzare il lavoratore, oltre i 36 mesi, con contratti di lavoro a tempo determinato!

Su questo delicato aspetto faccio solo notare che la volontà di assumere i precari non deriva da una buona volontà, “di chiudere una volta per tutte la questione”, come sbandiera dal Governo, ma discende dal diritto e dalla legge: un diritto finalmente riconosciuto con una Sentenza che molti sindacati hanno definito storica.

Due settimane dopo il termine delle ‘consultazioni’ del governo su “La buona scuola”, infatti, come un macigno, il 26 novembre scorso, la Corte di Giustizia europea di Lussemburgo ha condannato l’Italia per la violazione della Direttiva numero70, del 1999 della Commissione Europea, giudicando illegittima, da parte del Ministero dell’Istruzione, la reiterazione dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi.

In particolare, la Corte (cito testualmente) ha stabilito che: 

La clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che osta a una normativa nazionale che autorizzi, …, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili …”.

(Qui divago una attimo e faccio una parentesi sul concetto che i Radicali conoscono bene, di Stato canaglia: di un Paese che non rispetta più le sue stesse leggi che ai cittadini chiede di rispettare, un Paese che non rispetta le Direttive e i trattati europei: sulla Giustizia, sulle Carceri, nella comunicazione e nel diritto alla conoscenza … ma anche nell’ambito del diritto sul lavoro ha cercato fino all’ultimo di non rispettarle. Fino a quando, finalmente, è arrivata la sentenza della corte di Giustizia europea lo scorso 26 settembre).

I docenti di cui si promette l’assunzione a settembre, nella scuola già ci lavorano da anni. Su posti che, altrimenti, sarebbero rimasti vacanti. 

Solo che da settembre saranno finalmente assunti in ruolo con contratti a tempo indeterminato. 

Osta una normativa che autorizzi il rinnovo dei contratti a TD per oltre 36 mesi!”. È questo l’aspetto chiave.

E l’arrivo di questa sentenza era attesa già da tempo, non solo dai ricorrenti e dai sindacati che l’hanno promossa, ma anche da centinaia di migliaia di precari che in simili condizioni, senza potersi fare un mutuo, ci lavorano da anni. 

Non è il Governo, quindi, a decidere per la stabilizzazione dei precari che – ripeto – da anni consentono di tenere aperta la scuola italiana, ma è semplicemente – ripetiamolo anche questo – l’applicazione del diritto e della legge

E, – per legge e per diritto – gli si dovrà riconoscere pure il danno subito per non essere stati assunti prima.

Ciò che invece decide il governo è che, con la scusa di premiare il merito e per non metterci un euro in più, .. a pagare il conto della giusta assunzione dei precari saranno gli stessi docenti.

I Precari neo assunti, ma anche quelli già di ruolo che vedranno (anzi, vedremo) tutti bloccarci gli aumenti d’anzianità, pochi spiccioli di progressione di stipendi già miseri sotto la media europea, fino al 2018

Dopo di ché gli scatti saranno riconosciuti, ma solo al 66% dei docenti in organico. Il 34% di ogni scuola sarà invece dichiarato, a priori, immeritevole di riceverli e così il governo risparmierà ulteriormente.

Altro che investimento. Ma del gioco delle tre carte, di come vengono reperiti i fondi per fare la riforma della Buona Scuola e di come si intende valutare e premiare il merito per il quale, l’ultima è la pagella per i prof, in attesa della presentazione del decreto delega sulla riforma, ne parleremo un’altra volta. 

Vi ricordo che il testo di questa breve lo trovate anche sui siti www.almcalabria.org,  PilloleSullaScuola.altervista.org, su twitter @ilCandido

Grazie per l’ascolto e una Buona giornata

#MareNostrum per salvare chi fugge le miserie del Mondo

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Il Mediterraneo continua a restituire corpi. Corpi di uomini, donne, ragazzi bambini morti annegati o assiderati.

È una tragedia in corso che non può essere attribuita al solo cinismo di coloro che fanno imbarcare vite umane nonostante il freddo invernale e le condizioni proibitive del mare. La banalità del male, dice qualcuno, bussa oggi alla porta Sud del Mediterraneo.

Ma alle stragi di migranti si risponde con la paura dell’altro, con la minaccia dell’Isis. 

Non si discute – come ha ricordato Emma Bonino a Ballarò- delle lotte tra shiti e sunniti che agitano quel mondo che sta alle nostre porte e si banalizzano le lotte intestine, ancor più violenti tragiche, tra sunniti e sunniti! Lotte e violenze dalle quali fuggono donne, uomini e bambini.

Ma quella in corso nel Mediterraneo è tragedia che non può essere attribuita al solo cinismo di chi li fa imbarcare nonostante il gelo invernale e le proibitive condizioni del mare. Nel mare nostro si muore. 

Dopo il naufragio ennesimo del 3 ottobre 2013, il governo italiano aveva avviato l’operazione “Mare Nostrum” che era riuscita a salvare, attraverso il pattugliamento, 170.000 persone migranti. 

Oggi però non si pattuglia più, non si ricerca. Con l’operazione Triton si sorvegliano le frontiere e, casomai qualche gommone sbatte sulla chiglia di una nave li soccorriamo con Salvini che, dai Tg, strilla: “fuori i clandestini con gli scafisti“. 

Per questo alcuni cittadini e alcune associazioni hanno lanciato un petizione online su una famosa piattaforma per chiedere al Governo italiano e al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, di riattivare Mare Nostrum e fare pressione sull’Unione Europea per la condivisione di questa responsabilità che riguarda le frontiere comuni dell’Unione. 

Io l’ho firmata (la petizione) e mi auguro che Renzi provveda senza timore di perdere voti con Salvini. Perché si tratta di vite umane, di donne, bambini e uomini che fuggono le miserie del mondo.