Cambiare la legge elettorale per combattere la ‘ndrangheta

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Infiltrazioni e convivenze con la ‘ndrangheta: la soluzione è la riforma elettorale anglosassone anche per la Calabria

Comunicato di Giuseppe Candido, candidato al Consiglio Regionale con la lista Bonino a sostegno di Pippo Callipo presidente

“Negli Stati Uniti, patria del bipartitismo, dove non ci sono “inciuci”, ma dove chi vince prende tutto e chi perde controlla tutto, è stato possibile avere, dopo l’era Bush, un Obama. Anche qui in Calabria si può fare: riformare la legge elettorale e lo statuto regionale, perché sia possibile un rapporto diretto, chiaro e responsabile tra eletti, elettori e territorio. Basta volerlo perché è una riforma a costo nullo. Col sistema proporzionale dei listini provinciali oggi vigente stiamo assistendo all’imbarbarimento della politica calabrese trasformata in una frenetica caccia alla preferenza mediante manifesti abusivi e dove, le clientele delle della mala politica e le associazioni criminali riusciranno a contare, anche nel prossimo Consiglio Regionale, più di quanto in realtà politicamente pesano.” “Oggi, prosegue Candido, nell’ambito di collegi provinciali è troppo semplice, per le ‘ndrnaghete e la malapolitica, spostare un migliaio di voti su un “certo”, prescelto, candidato. Se però, continua l’esponente Radicale della lista Bonino, si eleggessero i 40 consiglieri regionali in altrettanti micro collegi in cui, dei candidati si conosce vita, morte e miracoli e con un sistema maggioritario uninominale a turno unico, in base al quale chi prende più voti viene eletto al primo turno, per le ‘ndranghete e le clientele la vita sarebbe più dura e magari potremmo davvero sognare di rinnovare, di non vedere i soliti volti, sempre le solite facce. I calabresi riuscirebbero a liberarsi di quella classe dirigente che, per decenni, ci ha amministrato senza produrre risultati.”. “In questo modo gli eletti, conclude Candido, avrebbero inoltre la necessità elettorale di rappresentare gli interessi del territorio dal quale sono stati scelti e non già, come avviene oggi, ad una lobbie clientelare o, peggio ancora, ad un clan”.